Italia: rincari sul tondo per acquisti last-minute
Tags: tondo , prod. lunghi , Italia , Europa , import/export , distribuzione , trading , Unione europea , Mediterraneo | articoli simili »
Negli ultimi sette giorni alcuni produttori di lunghi hanno già praticamente sospeso le operazioni fusorie e di laminazione, anche se la maggior parte delle chiusure ufficiali inizierà con la settimana del 6 agosto. Tuttavia, l'output è già pesantemente ridotto e - stando a quanto comunicato dagli operatori di mercato - si vende solo il tondo per cemento armato immagazzinato in precedenza. In questo contesto, i produttori cercano di strappare gli ultimi rincari proseguendo con la politica abbracciata nelle ultime due/tre settimane.
La domanda, sempre insoddisfacente, non garantisce però particolari margini di rialzo dei prezzi base. In questa fase, il pallino è nelle mani dei responsabili vendite i quali, nel caso di alcuni diametri per i quali si registra scarsa disponibilità, possono arrivare a concludere trattative anche a 260 €/ton base partenza, contro i 250 €/ton base partenza della scorsa settimana. Il range di prezzo sul mercato del tondo si può collocare a 250-260 €/ton base partenza, anche se alcuni produttori possono arrivare a chiedere fino a 270 €/ton in particolari casi (diametri irreperibili, aree dove l'attività edile è più sostenuta, consegne rapide, clienti saltuari), senza grandi speranze di centrare realmente l'obiettivo.
Il grafico riporta l'andamento delle quotazioni dall'inizio dell'anno, secondo le rilevazioni SteelOrbis:
In sostanza, però, le transazioni effettivamente concluse sono poche. Tra i 240 ed i 250 €/ton base partenza il grosso della clientela ha completato la propria campagna acquisti in vista dell'estate ed ora si registrano solo alcune richieste last-minute per le quali, appunto, i fornitori hanno intenzione di farsi pagare il giusto prezzo.
Anche sull'export la domanda è pressochè nulla a causa del congelamento dei mercati nordafricani per il Ramadan, ma anche perché i pochi compratori interessati sono stati spiazzati dal repentino cambio di direzione del cambio euro/dollaro. Dopo che, all'inizio della scorsa settimana, il tasso di cambio è sceso sotto quota 1,21, si è assistito ad una crescita fino a livelli attorno ad 1,23: per i buyers queste oscillazioni si traducono in variazioni di 10 $, che bastano per scoraggiarli dall'acquistare ora il tondo europeo. Attualmente non si registrano offerte export, ma l'idea è quella di ripartire dopo le ferie con la quotazione 495-500 €/ton FOB (se il cambio lo consentirà), tenuto anche conto che dalla Turchia le offerte per le spedizioni di settembre si collocano a 615 $/ton FOB. L'outlook è moderatamente positivo perché sembra che utilizzatori e stocchisti algerini torneranno ad acquistare l'acciaio italiano a partire da settembre, alla luce di magazzini comunque da rifornire, anche se le scorte sono su livelli non trascurabili.





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