Vale chiede l'ampliamento dei porti cinesi
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Il colosso minerario Vale ha prontamente risposto al divieto imposto dal governo cinese all'approdo di scafi di grandi dimensioni dei porti del paese. In particolare, sono chiamate in causa le VLOC (Very Large Ore Carrier) dell'azienda brasiliana, delle quali sta nascendo un'intera flotta specificatamente ideata per i commerci sulla rotta Brasile-Cina.
Secondo Vale, l'ammodernamento dei porti (cosicché possano ricevere queste grandi navi) deve essere un punto prioritario nell'agenda governativa. Al momento pochissimi porti al mondo possono accogliere questi colossi dei mari: Ponta da Madeira (Brasile), Sohar (Oman), Taranto (Italia) e Rotterdam (Paesi Bassi).
Vale ha sottolineato che il suo obiettivo è quello di offrire una soluzione efficiente e sicura per il trasporto marittimo ai clienti europei ed asiatici, ridurre i costi di trasporto e quindi la volatilità del prezzo dell'iron ore: tutto questo contribuendo a tagliare le emissione di CO2 per ogni tonnellata di minerale ferroso trasportata.









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