EUROFER: nel 2012 l’attività dei grandi consumatori di acciaio non crollerà
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EUROFER, associazione europea per l’acciaio, ha emanato lo steel market outlook relativo al I trimestre del 2012, nel quale si legge che nonostante l’economia europea sia incappata in una fase di lieve recessione l’attività dei settori industriali a forte consumo di acciaio è rimasta sostenuta.
I dati più recenti confermano, infatti, che la crisi del debito sovrano in Europa si è riflessa sull’economia reale. A partire dalla metà del 2011 gli indici di fiducia hanno incominciato a calare, comportando maggiori difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese. Tuttavia, secondo EUROFER, il necessario regime di austerity sta producendo effetti negativi sulla crescita economica e sull’occupazione e la situazione non cambierà finché i mercati finanziari internazionali non torneranno a mostrare fiducia nei confroni dei paesi coinvolti dalla crisi.
Queste le parole di Gordon Moffat, direttore generale di EUROFER: “Non sappiamo quando la fiducia tornerà sui mercati europei, ma è incoraggiante che indici importanti come quello di fiducia industriale e gli indici PMI abbiano mostrato dei segni di ripresa già nelle ultime settimane. Per ora le aziende rimangono caute, ma sembra che i nuovi ordini industriali non collasseranno. Pertanto, le previsioni per la maggior parte dei settori industriali che utilizzano grandi quantità di acciaio sono relativamente positive”.
Nel 2011 il conumo apparente di acciaio è cresciuto del 7,2%, ma la percentuale tiene anche conto del fatto che nella seconda metà dell’anno i grandi compratori di acciaio si sono astenuti il più possibile dalle contrattazioni a causa dei timori per le economie europee. Si è quindi instaurata una dinamica di disfacimento delle scorte a tutti i livelli della filiera che prima o poi dovrà cessare.
Nel primo mese del 2012 si è registrata una frenata sia dell’import che delle forniture locali, dettate dal calo della domanda, ma già nella prima metà del 2012 la necessità di ripianare i magazzini produrrà i suoi effetti positivi. La clientela, che cercherà di prevedere le variaizoni di prezzo ed i livelli di produzione, potrebbe avere il potere di esacerbare le dinamiche di mercato, e comunque continuerà a gestire le scorte in maniera molto accorta.
“Nel 2012 – conclude Moffat – il mercato accuserà una battuta d’arresto, ma prevediamo che la domanda calerà in misura molto ridotta. Nel 2013, poi, il consumo di acciaio (sia apparente che reale) tornerà a mostrare segno positivo”.










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