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William J. Schmiedel: “La strada per vincere la volubilità del mercato del rottame è lunga”

Tags: rottame , materie prime , produzione , import/export , opinioni , distribuzione , prod. acciaio | articoli simili »

William J. Schmiedel, presidente di Sims Metal Management, leader mondiale nel riciclaggio di metallo, ha condiviso con SteelOrbis la sua visione del mercato mondiale del rottame e le sue previsioni per il futuro.

Che cosa è cambiato ora che Sims si è fusa con Metal Management?

Il maggior cambiamento è stato rendere Metal Management un esportatore, mentre prima il business era incentrato soprattutto sul mercato interno.

Prima della fusione, Metal Management (MM) era esportatore in due soli paesi mentre Sims, lavorando al  90% per l'esportazione, guardava molto di più ai mercati esteri. Così abbiamo attivato molte sinergie, specialmente a New York, rinnovando le attività di MM, così che ora volgiamo all'export quello che veniva immesso sul mercato interno. Questo è stato il cambiamento principale.

La società nata dalla fusione è ad oggi orientata per il 20% a forniture interne e per l'80% all'esportazione.

In che misura Sims Metal Management partecipa all'esportazione statunitense?

L'export USA quest'anno dovrebbe attestarsi attorno a 19 milioni di tonnellate, e Sims MM ne gestirà tra 7 e 8 milioni di tonnellate.

Quali sono i principali sbocchi dei prodotti statunitensi?

La Turchia è il mercato sul quale siamo più attivi, seguono la Corea del Sud, poi la Cina ed infine tutto il sud-est asiatico. Quando parlo di export, tengo conto anche di SA Recycling, la nostra joint venture con The Adams Family.

Quali sono i volumi di esportazione verso Turchia, Cina ed il Far East o altre regioni?

Il mercato turco quest'anno rappresenterà per noi circa 1,5 milioni di tonnellate. La Corea del Sud si attesterà attorno ad 1 milione di tonnellate, e la Cina poco meno di 500.000 tonnellate.

Nel 2009 la Turchia ha comprato 1,4 milioni di tonnellate, la Corea 1,2 milioni di tonnellate, la Cina circa 700.000 tonnellate. Operiamo discretamente anche in Vietnam e Malesia (quest'ultima si è attestata attorno alle 500.000 tonnellate). Effettuiamo forniture in tutto il mondo: non dimentichiamo Indonesia, Thailandia, India, Arabia Saudita ed Egitto. Molto materiale giunge anche in Spagna dai nostri centri britannici.

Effettuate anche spedizioni di container?

Effettuiamo spedizioni di rottame in container tramite SA Recycling da Los Angeles al Far East. Ciò non avviene verso il Mediterraneo, perché i costi di trasporto attualmente non sono concorrenziali.

Il rottame in container è orientato dalla necessità delle società di spedizione di riportare i container in un mercato produttivo, come la Cina o la Corea del Sud. Senza rottami i container dovrebbero tornare vuoti. Cereali ed altre rinfuse vengono trasportati in container, ma i volumi non sono sufficienti; così costi inferiori del rottame potrebbero essere più che competitivi con i costi di spedizione oceanici di rinfuse. In alcuni casi sono simili, in altri anche inferiori. E' più conveniente spedire in container da Los Angeles a molti porti del sud-est asiatico che alla rinfusa.

Le spedizioni in container hanno certamente dei vantaggi logistici, ma tutto è orientato dall'economicità. Se le acciaierie sono situate nelle vicinanze dei porti i container rappresentano una comodità per l'approvvigionamento di materie prime. Gli acquirenti necessitano anche di meno liquidità al momento dell'ordine, perché non devono acquistare 40.000 tonnellate alla volta, in container possono acquistare 5.000 tonnellate. Quindi per piccoli impianti in Vietnam, Indonesia o Thailandia è una modalità comoda. Comprando in piccole quantità il rischio di essere in preda alle bizze del mercato è minore, perché si possono compensare i rimbalzi dei prezzi.

Non è comoda in Turchia, dove le acciaierie sono più grandi e necessitano di più materiale, che acquistano in un solo ordine. Così si compensano in un altro modo.

In che direzione crede si muoveranno i prezzi del rottame nel mercato nazionale statunitense?

In ottobre i prezzi stanno calando di 20-30 $/ton. Potrebbe essere un calo temporaneo, in novembre potrebbero rimanere su questi livelli o incominciare a rialzarsi, perché negli USA abbiamo un inverno rigido quantomeno nella metà degli stati. Questi dovranno anticipare i flussi di rottame prima che arrivino dicembre-gennaio-febbraio: perciò il mercato avrà un trend discendente in ottobre (il che è normale), poi probabilmente in novembre e/o dicembre tornerà a rialzarsi.

Com'è la domanda nel mercato USA al momento?

Non molto forte, ma le acciaierie sono tornate a livelli di sfruttamento della capacità produttiva vicini al 75%. Quindi, la domanda è migliore di un anno fa, ma nemmeno vicina a quella che era prima del 2008. Comunque, non ci possiamo lamentare: i prezzi sono buoni, i produttori siderurgici stanno guadagnando ma i tassi di sfruttamento della capacità produttiva sono ancora leggermente inferiori a quelli che vorremmo vedere.

Quale è stata la ragione dell'aumento dei prezzi verificatosi all'inizio di settembre?

E' stata la rifornitura degli stock. Gli impianti produttivi si sono fermati varie volte in estate per manutenzioni ai forni o anche solo per ridurre il magazzino di rottame. E poi hanno ripreso l'attività tutti insieme. In estate si è verificata una situazione molto interessante; luglio nella raccolta del rottame è simile a gennaio e febbraio, ma per una ragione opposta: il clima è troppo caldo. Diversamente dall'Europa, dove la maggior parte delle aziende chiudono ad agosto, negli USA il fenomeno non è dovuto alla chiusura, ma alle condizioni climatiche. C'è stato molto caldo nella maggior parte dei paesi a luglio, sopra la media stagionale. Quindi il flusso di rottame è calato, ed i prezzi sono lievitati. Noi ed i nostri competitors non potevamo pagare tanto, e questo ha causato un rallentamento globale del mercato. Aggiungiamo le sfavorevoli condizioni climatiche, ed ecco il calo del 30-40% del mercato del rottame in luglio e agosto.

Quindi siamo giunti a settembre con poco rottame in circolazione e le acciaierie che hanno iniziato a comprare, determinando un rialzo dei prezzi. Messi sul mercato grandi volumi di rottame, i prezzi si sono riabbassati. La situazione rimarrà stabile ancora per un po', finchè la situazione è così volubile.

Oggi l'offerta è maggiore della domanda. Crede che i produttori siderurgici turchi compreranno entro la fine del mese per creare magazzino per l'inverno? Si alzeranno entro quel momento i prezzi?

Ci sono dei segnali che indicano una lieve ripresa dell'economia USA. Riprende l'attività manifatturiera, anche se la disoccupazione è ancora elevata, la produzione di beni di consumo durevoli ed i progetti edili stanno incominciando ad aumentare. E' una ripresa molto lenta. La domanda di prodotti d'acciaio dovrebbe crescere sensibilmente nel IV trimestre, il che dovrebbe portare ad un aumento dei prezzi.

Crede che i tassi di cambio avranno un influsso sul prezzo del rottame?

Sì, credo che rendano il rottame statunitense più competitivo. Quindi penso che avranno in generale un impatto positivo.

In che misura i recenti tagli alla produzione siderurgica cinese hanno influito sui vostri volumi di vendita?

Sembra che questa volta i tagli alla produzione siano reali. Il governo ha preso sul serio la questione delle emissioni di CO2, quindi sta chiudendo soprattutto gli altoforni più vecchi ed inquinanti (come sappiamo un forno elettrico richiede il 30% di energia in meno di un altoforno) per concentrare la produzione sui forni elettrici. Ciò influenzerà senza dubbio la domanda di rottame. I livelli di produzione più bassi in questa congiuntura porteranno la Cina ad un minore export siderurgico, il che aiuterà lo sviluppo delle realtà siderurgiche adiacenti a tutto vantaggio dei commercianti di rottame.

Anche se la Cina è per noi un mercato importante, non è il più grande. La produzione da forno elettrico è ancora ridotta, circa il 5-6%, perciò l'import di rottame non è ancora così forte; a confronto la Corea del Sud e tutto il sudest asiatico sono mercati più importanti per gli esportatori di rottame statunitensi o britannici. La cosa più importante per noi è vedere quanto acciaio viene esportato dalla Cina.

L'import di rottame in Cina si è dimezzato nel periodo gennaio-agosto rispetto alle cifre del 2009. Crede che gli acquisti registreranno presto un'impennata, e perché?

Non credo che l'attività in Cina mostrerà una forte impennata quest'anno, ma piuttosto l'anno prossimo. Allora probabilmente ci sarà un incremento maggiore nell'importazione di rottame ferroso. Penso che l'inaugurazione dei nuovi forni elettrici nella regione di Shanghai faranno del 2011 un buon anno per l'export verso la Cina. La percentuale di acciaio prodotto da forni elettrici nel mercato cinese crescerà di circa il 3%: può sembrare un piccolo incremento, ma si tratta pur sempre di 500 milioni di tonnellate.

Quale sarà secondo lei il tratto distintivo del mercato del rottame nel 2011?

Credo che continuerà ad essere, come nel 2010, la volubilità. Sono nel settore da molto tempo e per gran parte della mia carriera cambiamenti di prezzo di 10-20 $/ton sono stati considerati notevoli. Oggi, in un arco di 40-45 giorni si possono avere variazioni di 100 $/ton. Penso che questa estrema volubilità si riconfermerà nel 2011, stimolandoci a nuove sfide.

Stiamo cercando di definire le modalità di gestione per i rischi connessi a questa situazione. Il mercato delle billette LME non ha ancora la liquidità necessaria e non è ancora abbastanza ampio per proteggere i prodotti degli impianti siderurgici e tantomeno i prodotti dei commercianti di rottame. Penso che accadrà qualcosa nei prossimi tre-cinque anni che forse ci aiuterà a gestire le criticità. Ma, ora come ora, siamo come trapezisti senza rete di sicurezza.


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