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Salvatore Venturo, direttore divisione lunghi Carbofer Genaral Trading

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L'analisi proposta tiene conto dei dati relativi ad un miniciclo di 9 settimane, con previsioni sul breve periodo. Circa il quesito se la siderurgia abbia o meno tratto benefici dal periodo estivo, è impossibile dare una risposta assoluta e univoca.  Se tempo addietro, infatti, vi era una certa omogeneità tra i vari operatori, della serie "tutti vanno bene" o "tutti vanno male", oggi invece esistono molte contraddizioni che rendono ardua una interpretazione efficace delle dinamiche di mercato.

Ad esempio, in agosto la Cina ha sperimentato giorni molto favorevoli, il che faceva pensare ad un trend positivo durevole. Senonché, è successo che nel giro di soli tre giorni il mercato è crollato in modo inatteso e per certi versi sconcertante. Dopo tale esperienza, gli operatori cinesi si sono resi conto della estrema imprevedibilità del mercato e sono divenuti molto più prudenti. La Cina tornerà agli eccezionali livelli di qualche tempo fa? Difficile dirlo. La bussola dei mercati siderurgici sembra essere impazzita, in un clima caratterizzato da isteria ed eccessiva emotività.

Per quel che riguarda il mercato delle billette, da mesi (più o meno da marzo) la situazione complessiva è abbastanza positiva. Le previsioni di calo sono state smentite. Perché? In primo luogo è prevalsa la elementare logica di ogni mercato, ossia l'equilibrio che scaturisce dall'incontro di domanda e offerta. Essendo la prima maggiore della seconda, il mercato ha tenuto. In secondo luogo, i produttori hanno potuto approfittare di mercati con buona ricettività (es. Asia).

Se analizziamo la realtà dei rilaminatori, invece, il discorso cambia. In questo caso i produttori sono rimasti schiacciati tra la forza delle billette da una parte e la debolezza dei loro prodotti finiti dall'altra. Anche in questo settore, tuttavia, vi sono delle contraddizioni: nel sud-est asiatico gli scambi sono tonici, con ragionevoli spreads billette-rottame. Situazione ben diversa da quella europea dove i margini di profitto sono di fatto inesistenti.

Negli USA, per quel che concerne i prezzi dei prodotti lunghi, non ci sono state grosse difficoltà nell'ultimo periodo, mentre se guardiamo ai volumi di vendita la situazione diventa piuttosto negativa, con molti clienti costretti a ridurre drasticamente gli acquisti di materiale.

In Russia, i dati sulle vendite parlano di un decremento fino al 60-65%. Il paese deve affrontare una difficile congiuntura, che si riflette soprattutto nel settore delle costruzioni (-60/70% di appartamenti venduti).

Riguardo a Nord Africa e Medioriente, queste aree hanno avuto un periodo di apprezzabile tonicità, il che ha risolto parecchi problemi a quei paesi (Italia compresa) in cui il mercato interno ha sensibilmente rallentato. Solo nelle due ultime settimane c'è stato un lieve calo, da riferirsi a due fattori: a) l'incertezza sul trend della Cina; b) la fisiologica contrazione legata al Ramadan. Per il prossimo futuro non dovrebbero esserci particolari difficoltà.

Infine, un breve sguardo su Italia e resto dell'Europa. La sensazione è che qualcosa debba prima o poi muoversi, dato che ormai da tempo si stanno subendo problemi quali calo dei consumi e difficile accesso al credito. Si attende un certa ripresa a breve termine, ma per evitare scottature sarà necessario muoversi con estrema prudenza.


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