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Medioriente: la spesa per le infrastrutture spingerà la domanda di acciaio

Tags: Arabia Saudita , Medio Oriente , prod. acciaio , trading | articoli simili »
In occasione dell'Arab Steel Summit 2010, tenutosi in Marocco dal 7 al 10 marzo, SteelOrbis ha avuto l'opportunità di interloquire con Hany A. Hady Ibrahim, dirigente dell'acciaieria saudita Rajhi Steel, in merito all'andamento del mercato siderurgico globale e alle decisioni del paese mediorientale riguardanti le importazioni di prodotti in acciaio.  

 

Qual è la sua opinione circa l'attuale situazione dei mercati siderurgici?

 

In certe aree del mondo si sta registrando una ripresa, specialmente nel Far East e nel Medioriente, grazie ai sensibili incrementi del PIL e ai piani di stimolo attuati dai governi. Europa e Stati Uniti, invece, necessitano di più tempo per tornare in auge, essendo caratterizzati da un'economia ancora sotto pressione.

Quali sono secondo lei i mercati più promettenti sotto il profilo del consumo di acciaio?

Arabia Saudita e Abu Dhabi reciteranno sicuramente un ruolo da protagonista. L'Iraq potrebbe guadagnare posizioni dopo le elezioni, a patto che venga raggiunga la stabilità politica. L'Egitto, dal canto suo, nel 2010 dovrà ridimensionare la propria influenza, a causa della delicata situazione politica e della tornata elettorale per l'elezione del parlamento e del presidente.

Cosa ne pensa dell'attuale andamento dei mercati dell'acciaio in Medioriente? Ritiene possibile una ripresa della domanda nel breve termine?

Fatta eccezione per Dubai, in questa regione la richiesta di mercato ha risentito solo in minima parte della crisi internazionale. Quest'anno, con i prezzi del petrolio attorno agli 80 $/barile, le probabilità di un incremento della domanda siderurgica sono molto elevate, dal momento che la maggior parte dei paesi del Golfo Persico hanno basato i loro budget su un livello di prezzo attorno ai 45 $/barile e che, inoltre, si sta investendo parecchio in progetti di carattere infrastrutturale. 

Ci può parlare delle attività produttive della sua azienda?

 

La nostra produzione comprende tondo, tubi saldati e tubolari strutturali, fogli grecati/preverniciati e pannelli. L'output annuale di tondo (da 10 a 40 mm) si attesta a 800.000 ton, quello di tubi saldati tondi e tubolari quadri (0,5" a 7") a 120.000 ton, mentre quello di fogli grecati/preverniciati e pannelli a 50.000 ton. Rajhi Steel è il terzo maggiore produttore di acciaio in A. Saudita.      

Sappiamo che utilizzate sia HBI sia rottame come materia prima, scegliendo a seconda della particolare situazione dei prezzi. Ci potrebbe dire qualcosa in più a tale proposito? Inoltre, quali sono le vostre fonti di approvvigionamento di rottame?

 

In questa fase dipendiamo molto dalle forniture di rottame locale, dato che i prezzi sono molto più competitivi rispetto a quelli ottenibili sul mercato internazionale. Peraltro, il governo del nostro paese proibisce l'export di rottame, il che ci consente un agevole accesso al mercato interno della materia prima. L'HBI lo utilizziamo in piccole quantità (il 10% sul totale), al solo fine di migliorare la qualità dell'acciaio prodotto.

Cosa ne pensa della domanda di rottame proveniente dal Far East? Come valuta la situazione per quel che concerne il rottame USA?

 

A causa della crisi del settore edilizio e dell'industria manifatturiera, la disponibilità di rottame è alquanto limitata da circa due anni ormai. La domanda di prodotti finiti ha segnato un recupero negli ultimi tempi, e di pari passo è aumentata anche la richiesta di rottame. Riteniamo dunque che le quotazioni di quest'ultimo siano destinate a crescere ancora, almeno fino a quando le acciaierie non avranno accumulato sufficienti scorte e il miglioramento del clima in Europa e negli Stati Uniti non avrà determinato una maggiore presenza di materiale sul mercato.

 

È noto come il business sull'export ricopra un importante ruolo nelle attività di Rajhi Steel. Ci può fornire maggiori informazioni in merito?

 

A causa dell'impennata dei prezzi dell'acciaio registrata nell'aprile del 2008, da allora le autorità del nostro paese hanno bloccato non solo le esportazioni di rottame, ma anche quelle di tondo. Di conseguenza, possiamo vendere all'estero solo tubi, tubolari e fogli, e le destinazioni principali sono rappresentate dai mercati limitrofi di Yemen, Iraq e Kuwait.

 

All'inizio di quest'anno l'Arabia Saudita ha reintrodotto, nella misura del 5%, i dazi sulle importazioni di prodotti in acciaio. Quale effetto ha avuto tale decisione sulla vostra attività?

 

Gli effetti sono stati molto limitati. D'altra parte, per fare un esempio, lo scorso anno le importazioni di tondo sono state pari a zero, malgrado l'assenza di misure doganali.

 

Con il primo trimestre  ormai alle spalle, qual è la sua opinione per questo inizio 2010? Cosa si aspetta per il resto dell'anno?  

I primi tre mesi sono stati molto soddisfacenti in termini di domanda e vendite. Il secondo trimestre dovrebbe segnare un ulteriore progresso, mentre nel periodo luglio-settembre potrebbe esserci un rallentamento a causa delle vacanze e dell'avvento del Ramadan.


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