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Gianpiero Repole: "Volatilità finchè non ci saranno certezze"

Tags: Regno Unito , Europa , import/export , trading | articoli simili »

Intervista al direttore commerciale di Liberty Commodities Ltd., società di trading con sede a Londra.

Il dott. Repole è entrato a far parte di Liberty dopo le esperienze in alcune tra le più note società di trading mondiali, dove ha occupato posizioni dirigenziali nel commercio internazionale e nel business development. Nell'intervista concessa a SteelOrbis espone la struttura dell'azienda e le sue opinioni sul mercato.

Dott. Repole, può descrivere la sua carriera nel mondo del trading?

La mia carriera è iniziata nel controllo di gestione in Cargill s.r.l., società di servizi per l'agricoltura. Poi, nel 1995, sono diventato trader siderurgico. Ho lavorato a Milano, Minneapolis, Istanbul, Vienna e Londra per varie società, tra le quali Enron e Macsteel. Nel 2004 sono entrato in Noble come vicepresidente esecutivo a Hong Kong ed ho contribuito a dare una dimensione globale al business dell'azienda. Ora sono direttore commerciale di Liberty da due mesi ed il mio compito è la riorganizzazione della struttura trading e la creazione di nuovi flussi commerciali.

Qual'è la struttura organizzativa di Liberty Commodities?

Liberty ha sede a Londra ed opera nelle Americhe, in Europa ed Africa. Dubai, il nostro secondo hub, cura invece i rapporti con CIS, Medio Oriente ed India. L'ufficio di Bangkok ha competenza sulla restante parte dell'Asia.

La società ha impianti produttivi e progetti in via di sviluppo in vari stati indiani ed africani, ed una rete di uffici di rappresentanza dislocati in più di venti paesi.

Su cosa ha intenzione di concentrare maggiormente i suoi sforzi? Ha pianificato una riorganizzazione o una revisione dell'approccio della società ai mercati?

Liberty è cresciuta molto rapidamente ed è oggi una grande organizzazione commerciale, che dà lavoro a circa mille persone. A causa della crisi economica mondiale, però, la ‘fetta' dei trader si è molto assottigliata e dobbiamo stare più in contatto con fornitori e clienti per sfruttare le opportunità migliori.

Il mio compito è garantire all'interno dell'azienda un flusso comunicativo libero e costruttivo, che ci permetta di sfruttare al meglio conoscenze e abilità per offrire un servizio ottimale.

Che prodotti e che mercati crede saranno sotto i riflettori?

In quanto traders, dobbiamo adattarci alle necessità dei clienti e dei mercati. Certamente ci confermeremo tra i principali distributori di semilavorati e di prodotti laminati a caldo e sul mercato indiano e GCC, ma cercheremo anche di incrementare i volumi trattati di altri prodotti ed in altre aree geografiche, come l'Africa ed alcuni paesi del Far East.

Come vede il futuro del mercato globale?

Difficilmente gli utilizzatori, a qualunque livello della catena produttiva, vorranno immagazzinare grandi stock, dal momento che la domanda reale stenta a riprendersi. Questa situazione sta causando un'estrema volatilità dei prezzi che durerà fino a quando o tutti i compratori rientreranno nel mercato contemporaneamente, cercando il ristoccaggio, oppure fino a quando le acciaierie avranno incrementato tardivamente la produzione per rispondere all'accresciuta domanda, solo quando questa sarà già in diminuzione.

Finchè le banche non torneranno a concedere credito ed i consumatori non si faranno più fiduciosi dovremo fare i conti con piccoli volumi d'acquisto ed alta volatilità dei prezzi.


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