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Fady A. Debahy & Co continua a rafforzare la propria posizione in Medioriente

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Tra le attività della sua azienda, sia in termini di produzione che in termini di commercio, ultimamente di quali prodotti vi state occupando soprattutto?

Stiamo gestendo tutti i tipi di prodotti d'acciaio, sia piani che lunghi, con l'eccezione del rottame e della ghisa. La nostra è una società che, oltre a gestire strutture produttive, tratta grandi volumi destinati al commercio internazionale.

Oltre alla produzione, i nostri volumi relativi al commercio di prodotti lunghi ammontano a circa 1 milione di tonnellate l'anno.

Inoltre, abbiamo strutture di produzione situate a Damasco. Abbiamo un laminatoio dotato di una capacità di 300.000 tonnellate l'anno, che sta producendo dallo scorso dicembre. Questa acciaiera si chiama SteelTech.

La vostra produzione si concentra principalmente in Siria?

Ci rivolgiamo al mercato siriano e a quello dei paesi vicini, come l'Iraq, gli Emirati Arabi, il Libano e la Giordania. Stiamo anche cercando di raggiungere nuovi mercati, ma la nostra acciaieria è ancora troppo recente e abbiamo bisogno di tempo per espanderci.

Quand'è che il vostro laminatoio inizierà ad operare a piena capacità?

Siamo già in grado di produrre a piena capacità, ma stiamo cercando di non produrre troppo a causa dei prezzi di mercato. Per il momento abbiamo deciso di ridurre i nostri volumi di produzione; a causa della crisi ora preferiamo lavorare solo 10 ore al giorno.

Sul lato del trading, quali sono i vostri tipici fornitori di billette e tondo?

Compriamo billette soprattutto dall'area CIS, per poi venderle al Medioriente. Negoziamo con tutte le regioni, inclusa la Cina, ovviamente quando il mercato è conveniente.

Le billette turche sono ancora più costose rispetto a quelle della CIS, perciò ci limitiamo a comprare dalla Turchia solo il tondo, sebbene raramente. Sia nel 2009 sia quest'anno abbiamo fatto pochi acquisti in Turchia. Ci riforniremmo con piacere dalle acciaierie turche se queste fossero più competitive.

Qual è il vostro prossimo piano riguardante gli impianti di produzione?

Ad aprile inaugureremo un impianto di colata sotto una joint venture chiamata MEDSTEEL. I partner di questa JV sono Debahy, Yared, Demirdjihan e Joyd. La capacità di questo forno è di 750.000 tonnellate di billette. Parte della produzione raggiungerà il laminatoio e quella restante raggiungerà il mercato. Principalmente verrà venduta localmente, a patto che i prezzi delle esportazioni non siano più attrattivi.

Da dove acquisterete il rottame?

Useremo rottame fornito localmente e importeremo circa il 50% della capacità, ma produrremo a pieno regime nel 2013. In seguito all'inaugurazione di aprile, a giugno daremo il via alla produzione di billette. Da quel momento in poi avremo bisogno di almeno un anno e mezzo per conseguire la piena capacità. Per allora anche i nostri acquisti di rottame raggiungerano i livelli massimi.

Oggigiorno qual è lo stato dei consumi e della domanda in Siria?

In Siria, per quanto riguarda i prodotti lunghi, c'è una sovraccapacità di materiale da costruzione. Nel 2012 si pronostica che il paese raggiunga una sovraccapacità di 1,4 milioni di tonnellate; di conseguenza, queste dovranno essere destinate a nuovi mercati, oppure sarà necessario interromperne la produzione.

La nostra acciaieria si sta sviluppando, ora non produciamo solo materiale da costruzione, ma anche reti e laminati. Il mercato dei laminati mercantili è leggermente migliore rispetto a quello dei materiali da costruzione.

La domanda è migliore in Iraq e Iran rispetto a quella presente negli altri mercati del mondo?

Sì, la domanda è molto migliore in Iraq e Iran, rispetto a quella delle altre regioni. Tuttavia, la domanda in Siria non è particolarmente alta. L'Iraq ha un ottimo potenziale; se lì le cose si dovessero stabilizzare e se la domanda dovesse continuare a crescere, allora la Siria e la Turchia in particolare riceverebbero un ottimo stimolo.

Quali sono le sue aspettative di mercato per il futuro?

Ci stiamo espandendo, ma questo trend si è verificato in un periodo favorevole. Non sono così ottimista riguardo all'immediato futuro. Credo che il 2011 e il 2012 saranno anni difficili. Saranno necessari almeno due anni per superare questo periodo di debole domanda globale.

Per tutta la durata di questo periodo il mercato si muoverà su e giù in brevi cicli, dal momento che il mercato stesso è molto sensibile e dato che i consumi sono bassi. Quando la domanda è bassa, qualsiasi cambiamento nella produzione influenza il mercato. A tutto ciò va aggiunto l'impatto psicologico.

Quando pensa che la domanda inizierà a salire?

Sinceramente credo che assisteremo ad un periodo di debolezza fino alla fine di novembre-dicembre; potremmo assistere a qualche leggera correzione, ma il mercato continuerà ad avere un andamento negativo fino a dicembre. Quest'anno siamo già passati attraverso tre cicli; speriamo che non ce ne sia un terzo.

È possibile che si assista ad una qualche attività prima delle prossime festività?

Tutti si aspettavano un trend negativo nel periodo del Ramadan, ma non c'è stato, grazie all'Iran. Dopo il Ramadan, tutti si aspettavano che aumentassero gli acquisti, ma neanche ciò si è verificato. È stata una sorpresa per tutti. Anche oggi è sorprendente che il mercato si sia indebolito così presto. Non capiamo perché non ci sia mercato attualmente. È una cosa psicologica? La domanda è bassa? Il mondo sta cambiando così tanto? Queste sono le domande che ci poniamo. Sinceramente parlando, non capisco proprio perché questa tendenza negativa sia apparsa così in anticipo.

Le attività di costruzione esistenti e i progetti in atto non le sembrano sufficienti?

Al mondo vengono prodotti milioni di prodotti in acciaio, perciò vi è sicuramente un ammontare di consumo certo. Il problema principale, tuttavia, è essere in grado di quantificare i livelli reali di consumo, ad esempio di quanto sono calati.

Cosa ne pensa dei tagli alla produzione?

Ce ne sono stati. Vede, ogni volta che la produzione aumenta, il mercato diventa più sensibile e assistiamo ad un crollo. Di conseguenza, le acciaierie dovrebbero riflettere attentamente prima di incrementare la loro capacità di produzione.

Pensa che siano necessari ulteriori tagli?

Sì, specialmente in Turchia, per quanto riguarda i prodotti lunghi. Penso che ci sia un problema di sovraccapacità in Turchia. La Turchia produce prodotti lunghi, e in un periodo delicato come questo le questioni inerenti i regimi di produzione dovrebbero essere gestite con serietà. Forse si dovrebbe considerare la chiusura di piccole acciaierie.


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