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Enrico Fornelli: "Il settore dei laminati mercantili soffrirà anche nel 2011"

Tags: lam. mercantili , prod. lunghi , Italia , Europa , prod. acciaio , trading | articoli simili »

Enrico Fornelli, 49 anni, inizia la carriera nel mondo della siderurgia nel 1987 come funzionario nella struttura commerciale dell'azienda torinese Acciaierie Ferrero, poi denominata Siderurgica Ferrero, per la quale arriva a ricoprire il ruolo di responsabile per le vendite nel Nord Italia e, in seguito, ad assumere la funzione di amministratore delegato di alcune società commerciali estere (con magazzini propri) controllate dal gruppo piemontese. Nel 2001 Siderurgica Ferrero viene acquisita dal Gruppo Beltrame, di cui Fornelli diviene direttore della divisione commerciale, funzione che ricopre tuttora.

Dott. Fornelli, ci può delineare il core-business del Gruppo Beltrame? Quali sono i mercati di riferimento dell'azienda?

Il Gruppo Beltrame, fondato dall'omonima famiglia nel 1896, è leader in Europa nella produzione di laminati mercantili e profili laminati a caldo impiegati principalmente nell'industria meccanica, nella carpenteria metallica, nella cantieristica navale e nell'edilizia. Gli impianti, che hanno una capacità produttiva di oltre 4 milioni di tonnellate, sono costituiti da quattro acciaierie elettriche e da quindici laminatoi, localizzati in undici stabilimenti ubicati in Italia, Francia, Belgio, Svizzera, Lussemburgo e Romania. Il Gruppo Beltrame impiega attualmente circa 3.000 addetti. Per quel che concerne i mercati di riferimento, essi sono rappresentati principalmente dall'Europa, con una quota di mercato di circa il 50% (65-70% in Italia) e dall'area MENA, con una discreta penetrazione anche nei paesi CIS. A livello di spot business, le attività dell'azienda si estendono a tutto il globo.

Come valuta i risultati operativi e finanziari conseguiti dall'azienda nell'ultimo biennio?

Il 2009 è stato senza dubbio un anno negativo, in linea con l'hannus orribilis che ha caratterizzato tutta la siderurgia mondiale, fatta eccezione per i cosiddetti paesi emergenti. La nostra azienda ha visto le vendite ridursi del 40%. Ciononostante, abbiamo continuato a investire e, al contempo, abbiamo perseguito una politica di contenimento dei costi anche attraverso tagli alla produzione. Nel 2010 le performance di vendita si stanno confermando più o meno ai livelli dello scorso anno - anche se il fatturato registra un incremento grazie all'aumento dei prezzi - e il conto economico dovrebbe chiudere in sostanziale pareggio. Certo, sarà difficile ritornare ai fasti del periodo pre-crisi.

Come si evolverà il ruolo del Gruppo Beltrame nel panorama siderurgico globale? Avete in programma piani di investimento, la ricerca di nuovi sbocchi di mercato e/o il lancio di nuovi prodotti?

La diversificazione, intesa sia dal punto di vista dei prodotti sia sotto il profilo della distribuzione geografica dei siti produttivi, è condizione indispensabile affinché il Gruppo Beltrame riesca a conservare l'attuale leadership di settore. Solo in questo modo, infatti, è possibile dividere il rischio d'impresa e ottenere la flessibilità necessaria per adeguarsi ai mutamenti del mercato.

Per quel che concerne gli investimenti, recentemente abbiamo fatto il nostro esordio nel segmento delle travi, inaugurando un nuovo treno di laminazione nello stabilimento di Gerlanfingen (Svizzera). Su questa operazione contiamo molto, anche alla luce dell'ideale posizionamento geografico, nel cuore dell'Europa. Più in generale, stiamo potenziando tutti gli impianti del gruppo, compreso il sito di Marghera, la cui produzione è perlopiù destinata al settore navale. L'obiettivo è quello di progredire anche sotto l'aspetto qualitativo dei materiali, onde poter raggiungere nuovi settori e ampliare il nostro raggio d'azione. Da ultimo, ma non per importanza, il Gruppo Beltrame attribuisce grande valore all'aspetto umano, ovvero allo spirito di gruppo e al senso di appartenenza che devono connotare gli attori che, a vario titolo, concorrono alla buona riuscita del business dell'azienda.

Quali sono le caratteristiche strutturali del settore dei laminati mercantili in Italia?

La siderurgia italiana ha tradizionalmente una forte connotazione familiare, soprattutto nelle aziende di grande dimensione. Il Gruppo Beltrame non fa eccezione: l'omonima famiglia gestisce l'azienda da ben cinque generazioni. Ciò presenta importanti vantaggi, rappresentati dalla velocità e dall'efficienza nel prendere decisioni, oltre che da una maggiore armonia tra i vari centri gestionali del gruppo. Da tempo top player mondiale nel settore dei laminati mercantili, Beltrame è comunque impegnata ad accrescere sempre di più la capacità di allargare gli orizzonti e di rispondere con prontezza agli stimoli del business.

Un tasto dolente è costituito dalla configurazione del settore a livello di distribuzione, dove si rileva un numero sproporzionato di soggetti, un'eccessiva frammentazione che, alla lunga, porta a una distorsione del mercato. A fronte di tale situazione, ritengo sia necessaria una sorta di selezione naturale che renda il settore meno confuso e, dunque, più organico ed efficiente.

Sempre sotto il profilo strutturale, qual è stata l'evoluzione storica del settore? E come si configurerà in futuro?

Negli ultimi anni il settore italiano (ed europeo) dei laminati mercantili ha osservato un processo di concentrazione dei produttori, con una sensibile riduzione dei soggetti presenti nell'arena del mercato. Nell'arco di vent'anni - dal 1986 al 2006 - Beltrame ha realizzato una serie di importanti acquisizioni che ha permesso di inglobare i principali competitor e che, come ho già avuto modo di sottolineare, ha portato il gruppo a garantirsi la leadership indiscussa nel mercato europeo. Nel limite del possibile, questa tendenza è destinata a confermarsi anche nei prossimi anni.

Ci può fornire una breve analisi sull'attuale fase di mercato? Quali le prospettive per il 2011?

In questa fase post-crisi economica globale, fare delle previsioni sufficientemente attendibili è compito alquanto arduo. Il mercato è isterico, caratterizzato da una consistente volatilità dei prezzi, ma il vero punto della questione resta la domanda finale. Molto dipenderà da quest'ultima, e i pronostici per l'anno venturo non lasciano molto spazio all'ottimismo. Il tutto è condito da una cronica sovraccapacità produttiva: in Europa, a fronte di una richiesta di mercato stimata attorno ai 4-5 milioni di ton l'anno, la capacità di output dei produttori di laminati mercantili è pari a 6-7 milioni di ton. Un gap eccessivo. A tutto questo va inoltre aggiunto il fatto che i paesi emergenti stanno investendo molto per accrescere la propria capacità produttiva - l'area MENA rappresenta un caso emblematico da questo punto di vista - e quindi i produttori europei avranno sempre meno spazio per esportare in quelle regioni. Anzi, dovremo cominciare a fare i conti con l'aumento della pressione sull'import! Per farla breve, il comparto dei laminati mercantili continuerà con tutta probabilità a soffrire anche nel 2011, anche se, dopo il tracollo del 2009, si è avviato un processo di risalita che è destinato a proseguire, in linea con la filosofia del Gruppo Beltrame di saper correre incontro al futuro.


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